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Sistema Teatrale Veronese Comune di Verona
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MEDEA di Euripide

Fondazione INDA
Laura Marinoni

Teatro Romano alle ore 21:15

produzione Fondazione INDA – Teatro Greco di Siracusa

MEDEA di Euripide

Fondazione INDA
Laura Marinoni

Teatro Romano alle ore 21:15

produzione Fondazione INDA – Teatro Greco di Siracusa

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Produzione | Fondazione INDA
Autore |Euripide
Regia | Federico Tiezzi
Traduzione | Massimo Fusillo
Scenografo | Marco Rossi
Costumista | Giovanna Buzzi
Disegno luci | Gianni Pollini
Maestro del coro | Francesca Della Monica
Arrangiatore coro e voci | Ernani Maletta
Regista assistente | Giovanni Scandella
Musiche originali del prologo | Silvia Colasanti
(eseguite dal coro di voci bianche e orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, diretti da Giuseppe Sabbatini e da Carlo Donadio)
Assistente scenografo | Francesca Sgariboldi
Assistente costumista | Ambra Schumacher
Direttore di scena | Nanni Ragusa
Assistente direttore di scena | Dario Castro
Assistenti arrangiamenti coro e voci | William Caruso
NUTRICE | Debora Zuin
PEDAGOGO | Riccardo Livermore
MEDEA | Laura Marinoni
CREONTE|Roberto Latini
GIASONE | Alessandro Averone
EGEO | Luigi Tabita
IL NUNZIO | Sandra Toffolatti
PRIMA CORIFEA |Francesca Ciocchetti
PRIMA COREUTA |  Simonetta Cartia
CORO | Alessandra Gigli, Dario Guidi, Anna Charlotte Barbera, Valentina Corrao, Valentina Elia, Caterina Fontana, Francesca Gabucci, Irene Mori, Aurora Miriam Scala, Maddalena Serratore, Giulia Valentini, Claudia Zappia
RESPONSABILE CORO | Simonetta Cartia
FIGLI DI MEDEA |Matteo Paguni, Francesco Cutale
Con la partecipazione degli allievi dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico


Medea la straniera. Medea la donna tradita. Medea la moglie che si vendica uccidendo i suoi stessi figli, perchè il marito Giasone non abbia alcuna discendenza. La grande eroina di Euripide arriva per la prima volta al Teatro Romano di Verona interpretata con grande ricchezza di toni e straordinario vigore da Laura Marinoni. La regia di Federico Tiezzi si concentrerà sulle molte sfaccettature del testo, che per la prima volta nel teatro greco utilizza come motore dell’azione la passione di una donna, una passione violenta e feroce che rende Medea una donna debole e forte allo stesso tempo: forte perchè padrona della sua vita, debole perché questo la rende sola in un misto di ira e di pietà.

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