[colore.evento] “Di precise parole si vive, e di grande teatro.” Ivano Fossati, Discanto [/colore-evento]
Succede con i grandi classici, e soprattutto con l’immenso corpus shakespeariano: i loro testi non si limitano ad attraversare i secoli, ma sembrano precederli, parlando al nostro presente con una lucidità che toglie il fiato. Sono bussole necessarie, capaci di squarciare il velo sulle ipocrisie quotidiane e sulle contraddizioni della società contemporanea. Da questa urgenza di confronto fiorisce la potente rilettura di Lella Costa e Gabriele Vacis a ventiquattro anni dalla loro prima, storica collaborazione sul testo.
Lo spettacolo, in questa sua metamorfosi contemporanea, conserva la vibrazione narrativa dell’originale ma ne rivoluziona radicalmente linguaggio e prospettiva. La tragedia di Desdemona e Otello ci appare oggi drammaticamente specchiata nella cronaca. Al centro della scena ruggisce il tema del patriarcato, inteso non come concetto astratto, ma come struttura viscerale e tossica della cultura occidentale, ancora capace di avvelenare identità e relazioni. Lella Costa attraversa il dramma ponendo l’accento sul peso specifico del linguaggio: parole che manipolano, feriscono e deformano la realtà, ma che possono anche trasformarsi in strumenti di consapevolezza e liberazione. È
un rito teatrale politico ed emotivo, una riflessione bruciante sulle gerarchie di potere e sulla responsabilità etica di ogni parola pronunciata. Un’esperienza necessaria per riscoprire un classico che ci parla, oggi più che mai, di noi e delle ombre che abitano il nostro linguaggio.
LELLA COSTA Attrice, autrice e scrittrice è una voce tra le più autorevoli del teatro italiano che fonde teatro civile e narrazione con uno stile fondato sull’intelligenza della parola e sull’ironia. Attenta ai temi sociali e politici, trasforma la scena in un vibrante rito di consapevolezza. Scrittrice di successo per Feltrinelli e Piemme e Solferino, è la protagonista assoluta di un teatro che sa interrogare il presente con grazia e coraggio.
GABRIELE VACIS Regista e autore di fama internazionale, e architetto di grandi eventi, Vacis fonde il cinema premiato al Festival di Annecy – Uno scampolo di paradiso – con il battito della compagnia PoEM. Un autore totale che trasforma lo spazio in poesia, narrando il presente con un’intensità universale.
drammaturgia di Lella Costa e Gabriele Vacis
scenofonia di Roberto Tarasco
scene di Lucio Diana
regia di Gabriele Vacis
Produzione Teatro Carcano
Distribuzione Mismaonda
