Paolo Fresu alla tromba e al flicorno; Antonello Salis al piano, alla fisarmonica e alle percussioni; e Furio Di Castri al contrabbasso: tre nomi che formano una sigla facile da decifrare, P.A.F.
Formazione leggendaria del jazz italiano, nell’estate del 2026 il P.A.F. Trio torna a esibirsi dal vivo: a Verona, al Teatro Romano, la sera del 27 giugno aprirà Contaminazioni Musicali, la rassegna ideata da Eventi Verona nell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese.
Affermatosi tra la metà degli anni ‘90 e la prima decade del nuovo millennio, il P.A.F. Trio torna in scena a vent’anni dallo scioglimento. Inizialmente, nel 1990, sono Fresu e di Castri a collaborare in duo, con composizioni originali, improvvisazioni e standard. Nel ‘95 l’incontro con il multi-strumentista Salis li ha spinti, in poco più di un anno, a esibirsi in Italia e in Europa, in ambito jazz ma anche a contatto con altre arti performative (danza, teatro, pittura…). Poche le tracce discografiche, per un progetto nato “live” e consacrato alla performance: nel ‘98 viene pubblicata, dall’etichetta Splasc(H), la registrazione di un concerto al Gravisi-Barbabianca Palace di Capodistria (Slovenia). Per il primo album in studio, intitolato “Morph” e contenente tutte composizioni originali, bisogna attendere il 2004.
Volutamente creato in modo paritario, già a partire dal suo nome, il P.A.F. Trio si è posto immediatamente all’attenzione di pubblico e critica per il sorprendente concentrato di creatività collettiva e individuale che trae linfa vitale da un costante interplay e nel quale convivono molteplici ingredienti sonori, amalgamati tra loro con gran gusto.
Oltre a composizioni originali, nel repertorio del P.A.F. troviamo anche brani della tradizione napoletana (“Munasterio e’ Santa Chiara”) e del canzoniere storico italiano (“T’ho voluto bene”, tratto dal film “Anna” – 1951 – di Alberto Lattuada). L’orizzonte si estende dal Mediterraneo fino all’Africa, dalla Sardegna al Portogallo, come nei brani di “Morph” intitolati “Another road to Timbuctu” e “Fado curvo”.
Dallo scioglimento del trio, non è passato un solo giorno che ai tre non venisse chiesto quando si sarebbe potuto incontrarli di nuovo su un palco: una voglia del pubblico, mai sopita, di rivivere l’energia solare sprigionata dai concerti, e dunque bisognerebbe davvero dire “a grande richiesta”, ecco arrivare nel 2026 l’occasione di una vera “reunion”, capace di riportare in vita una fondamentale esperienza del jazz contemporaneo.
Il concerto è organizzato da Eventi Verona Srl, prodotto da Pannonica Srl.
L’evento è inserito all’interno della sezione musicale nell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese 2026, realizzata dal Comune di Verona.
I biglietti per il concerto del P.A.F. Trio al Teatro Romano sono disponibili su Ticketone; presso il Box office di Verona e punti vendita abituali.
