Visione consigliata ad un pubblico di età superiore ai 16 anni (temi sensibili, luci lampeggianti, rumori forti…)
Acclamati nei templi della danza internazionale, da Londra a Tokyo, da New York a Shanghai, i Peeping Tom rappresentano oggi il vertice indiscusso della ricerca scenica mondiale. La loro fama è legata a un linguaggio unico, che fonde un’estetica iperrealista con universi instabili che sfidano tempo e spazio, rivelando l’inconscio tramite un linguaggio fisico estremo, un’odissea cinematografica tra incubi e desideri dove l’iperrealismo scardina la logica in uno shock emotivo: un rito sensoriale totale che ridefinisce i confini del teatro globale. L’opera si manifesta come una visione febbrile in cui la vita di un uomo scorre davanti ai suoi occhi — frammenti di esistenze altrui, echi di un passato che si fonde con premonizioni. Al centro della loro ricerca vibra la condizione umana, indagata con una narrazione visionaria che scardina i confini tra realtà e sogno. Ambientato tra le cabine spettrali di un transatlantico in deriva, il racconto si snoda in un labirinto di spazi chiusi dove il tempo ruota ossessivamente attorno a utopie infrante e amori perduti. In questa architettura dell’inconscio, i personaggi appaiono come figure accecate, prigionieri di una “nostalgia malinconica per il futuro”.
Un vertice di questa drammaturgia è rappresentato dal concetto della “Lacrimosa” teatrale: mentre i tecnici operano visibilmente per trasformare il set, il cordoglio di un uomo solo si espande fino a farsi pozza di lacrime. In questo spazio di transizione, la sofferenza individuale si dilata in oceano, simbolo della deriva di un’umanità in cerca di realtà. L’universo dei Peeping Tom trae forza da un set iperrealista, meticoloso e concreto, progressivamente scardinato per svelare mondi inconsci popolati da incubi e desideri.
Attraverso tecniche di montaggio cinematografico, i registi trasformano lo spettatore nel voyeur di un “huis clos” claustrofobico. È un teatro che sfida la fisica e la logica, dove il virtuosismo dei performer si fonde con shock emotivi. Il paesaggio sonoro agisce come sistema nervoso pulsante: l’uso ipertrofico degli effetti Foley — porte che sbattono, metallo che stride, battiti cardiaci — crea ancoraggi in una realtà frammentata. Ogni suono è forza drammaturgica autonoma che cattura l’essenza dell’isolamento, rendendo udibile il collasso interiore dei protagonisti. Un appuntamento con il genio dei Peeping Tom, che trasforma il dolore in visione universale, segnando il punto più alto della creatività contemporanea internazionale.
Diptych è la rielaborazione di due opere brevi create da Peeping Tom nel 2013 e nel 2016 per il Nederlands Dans Theater e ripensate su misura dai due registi Gabriela Carrizo (The Missing Door) e Franck Chartier (The Lost Room) per i danzatori della compagnia. Espressione di una tra le più acclamate realtà della scena internazionale, DYPTICH è un racconto visionario dalle tinte noir, un viaggio popolato da personaggi irrequieti alla costante ricerca di un filo che possa condurli finalmente all’altro e a sé stessi. Sullo sfondo di una scenografia cinematografica, fatta di pavimenti in movimento, porte e illusioni, i protagonisti si muovono tra frenesia e sogno, ripercorrendo i propri ricordi e cercando di crearne di nuovi, esponendosi inesorabilmente alle distorsioni dell’immaginario. Danza, musica e teatro si fondono in uno spettacolo trascinante che è già a pieno diritto un cult, candidato tra gli altri al prestigioso Premio Laurence Olivier per la miglior produzione dell’anno.
GABRIELA CARRIZO Visionaria del movimento contemporaneo globale, ha forgiato il suo prestigio con leggende come Needcompany e Les Ballets C de la B. Fondatrice di Peeping Tom nel 2000 con Franck Chartier, ha impresso alla compagnia un approccio dove il corpo fluttua nel dramma umano senza sosta. Protagonista anche al cinema nel film Kid, Carrizo fonde realtà e visione, rendendo ogni gesto un’emozione vibrante e pura.
FRANCK CHARTIER Protagonista in alcune delle più importanti compagnie del mondo: dal Ballet du 20ème Siècle di Maurice Béjart (1986-1989) alla collaborazione con Angelin Preljocaj presso l’Opéra de Paris. Nel 1994 si è stabilito a Bruxelles, lavorando con Rosas , Needcompany e Les Ballets C de la B. La sua ricerca artistica con Peeping Tom è caratterizzata da una costante sperimentazione drammaturgica, che ha raggiunto l’apice con la creazione di The Lost Room, insignita del prestigioso premio “Swan Most Impressive Dance Production 2016” nei Paesi Bassi.
PEEPING TOM Compagnia, con sede a Bruxelles, rappresenta un modello di eccellenza internazionale, riunendo un team di artisti e tecnici di 16 diverse nazionalità. Sin dalla sua fondazione nel 2000, la compagnia ha ridefinito i confini del teatrodanza, ricevendo i massimi riconoscimenti mondiali, tra cui l’Olivier Award nel Regno Unito (per 32 rue Vandenbranden ), il Fedora Prize per il Balletto e il Premio della Critica a Barcellona. Diptych conferma la statura magistrale della compagnia, capace di coniugare rigore tecnico e una lirica, struggente analisi della fragilità esistenziale.
Concept and direction Gabriela Carrizo and Franck Chartier
Performance Konan Dayot, Fons Dhossche/Borna Babić, Lauren Langlois/Alba de Miguel, Panos Malactos/Akira Yoshida/Nelson Earl, Alejandro Moya, Fanny Sage, Eliana Stragapede, Wan-Lun Yu
Artistic assistance Thomas Michaux
Sound dramaturgy Raphaëlle Latini
Sound composition and arrangements Raphaëlle Latini, Ismaël Colombani, Annalena
Sound engineers Jonas Castelijns/Tim Thielemans/Jo Heijens/Jamy Hollebeke
Fröhlich, Louis-Clément Da Costa, Eurudike De Beul
Light engineers Bram Geldhof/Ilias Johri/Kato Stevens/Jamy Hollebeke
Set design Gabriela Carrizo, Justine Bougerol
Costume design Seoljin Kim, Yichun Liu, Louis-Clément Da Costa
Confection costumes Sara van Meer, Lulu Tikovsky, Wu Bingyan (intern)
Technical coordination Giuliana Rienzi, Pjotr Eijckenboom (creation), Gilles Roosen
Technicians Bram Geldhof/Ilias Johri (lights), Tim
Thielemans/Jonas Castelijns/Jo Heijens (sound)
Stage management Clément Michaux, Kato Stevens, Peter Brughmans
Production interns Lisa Gunstone, Robin Appels
Tour manager Alina Benach Barceló
Production manager Helena Casas
Communication manager Ingmar Doumen
Production and Administration Rhuwe Verrept
Company manager Veerle Mans
Based upon Adrift, created with the dancers of NDT I: Chloe Albaret, Lydia Bustinduy, César Faria
Fernandes, Fernando Hernando Magadan/Spencer Dickhaus, Anna Hermann, Anne Jung, Marne Van
Opstal, Roger van der Poel, Meng-keWu, Ema Yuasa/Rena Narumi, with artistic assistance by Louis-
Clément Da Costa, Seoljin Kim and Yi-Chun Liu.
Production Peeping Tom
Co-production Opéra National de Paris, Opéra de Lille, Tanz Köln,
Göteborg Dance and Theatre Festival, Théâtre
National Wallonie-Bruxelles, deSingel Antwerp,
GREC Festival de Barcelona, Festival Aperto /
Fondazione I Teatri (Reggio Emilia), Torinodanza
Festival / Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale
(Turin), Dampfzentrale Bern, Oriente Occidente
Dance Festival (Rovereto)
With the support of the Flemish authorities
Distribution Frans Brood Productions
Diptych: The missing door and The lost room was
created with the support of the Tax Shelter of the
Belgian Federal Government
