Massimo Cacciari esplora il potere, la follia e la disgregazione della sovranità attraverso il prisma del pensiero filosofico. Un’interpretazione intensa e meditativa di Shakespeare, dove parola e riflessione si fondono. Lo spettacolo invita a confrontarsi con il caos umano e la fragilità del comando.
Il Re Lear è una delle tragedie più appassionate e paradossali di Shakespeare. Tutto sembra nel segno della follia, della mancanza di misura. Fino a raggiungere intensità e violenza davvero apocalittiche. Eppure il problema che questo grande dramma solleva è chiaro – e di assoluta attualità. Si tratta dell’insanabile conflitto che nelle epoche di crisi è destinato a esplodere tra generazioni.
Il salto tra padri e figli è allora incolmabile e può dare esito soltanto alla rovina di entrambi. Così quello che si considera il nucleo della vita sociale, la famiglia, va anch’esso in malore. Esplodono tempeste che le umane forze non possono contenere. La rivolta di alcuni dei figli ha pari forza in questo che il loro amore. Impotenti l’una e l’altro.
A cura di Massimo Cacciari
regia Leonardo Tosini
con Arianna Calgaro, Simone Pedini, Andrea Sadocco, Magdalena Soldati, Daniele Tessaro
produzione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale
