“Parliamo di una Roma antica, chiaramente, di un popolo germanico e di regine e tribuni, di imperatori e soldati. Ma parliamo di stupri, di umiliazioni e torture, di quel senso mostruoso di normalizzazione, quel sordo stridulo suono che ovatta ogni grido di donna e di madre”. — Davide Sacco
Il 9 e 10 luglio alle ore 21.30 il Teatro Romano di Verona ospita, nell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese diretta da Fabrizio Arcuri, la prima nazionale di Tito Andronico (Why don’t you stop the show?), nuova produzione della Compagnia Molière e del Teatro Quirino firmata da Davide Sacco, che cura adattamento e regia del più feroce testo shakespeariano. In scena Francesco Montanari e Marianella Bargilli guidano un ampio ensemble in una rilettura contemporanea della tragedia, capace di interrogare il presente attraverso una delle opere più estreme del repertorio del Bardo. Attraverso una scrittura scenica tesa e visionaria, lo spettacolo restituisce al pubblico una riflessione sul potere, sulla violenza e sulla progressiva normalizzazione dell’abuso, trasformando la tragedia di Shakespeare in uno specchio inquieto del nostro tempo e delle sue ferite più profonde.
Note di Davide Sacco
Con Tito Andronico, Shakespeare scolpisce la sua tragedia più feroce: un vortice di vendetta e sopraffazione in cui il potere si rivela come una metastasi morale e fisica. La Roma di questo spettacolo e un perimetro spietato, segnato da guerre e lotte intestine, dove la violenza e diventata abitudine, lingua quotidiana e sistema inappellabile.
Attraverso l’adattamento e la regia di Davide Sacco, il capolavoro shakespeariano si trasforma in una riflessione brutale sulla normalizzazione dell’abuso e sull’incapacità collettiva di accogliere il dolore. Al centro della tragedia vibrano corpi umiliati e famiglie distrutte: il sangue e la crudeltà non appartengono a un passato remoto, ma si specchiano nelle ferite aperte del presente, rendendo la scena un’inquietante epifania della nostra contemporaneità.
Francesco Montanari guida un ensemble d’eccellenza in una messinscena tesa e visionaria, dove il verbo del Bardo incontra una sensibilità attuale e tagliente. Lo spettacolo interroga il pubblico sulla responsabilità individuale e sulla violenza sistemica, dando voce a quel silenzio che troppo spesso continua a soffocare il grido di ogni donna e di ogni madre. Un rito teatrale necessario, una discesa nell’abisso per riscoprire il valore dell’ascolto.
FRANCESCO MONTANARI
Protagonista assoluto della scena italiana contemporanea, dotato di un’intensità interpretativa magnetica, attraversa teatro, cinema e tv con il vigore del grande interprete. Pur essendo icona del grande schermo, il suo legame con il palcoscenico resta viscerale. Nel Tito Andronico, Montanari dà vita a una delle figure più tragiche di Shakespeare: un uomo lacerato dalla guerra, dalla vendetta e dalla corruzione del potere con un’interpretazione potente che trasforma il dolore in un rito scenico indimenticabile.
MARIANELLA BARGILLI
Tra le interpreti più stimate del teatro italiano, fonde danza e metodo Stanislavskij-Strasberg in una carriera di straordinaria versatilità. Diretta da maestri come Arias e Calenda, Marianella Bargilli brilla per rigore e carisma magnetico. Un’artista capace di abitare la scena e il cinema con un’intensità unica e una cifra stilistica inconfondibile.
DAVIDE SACCO
Regista e autore visionario, Davide Sacco ridefinisce il classico attraverso un’indagine cruda sulle dinamiche di potere e sul conflitto sociale. La sua cifra stilistica, fatta di essenzialità e vibrante tensione emotiva, pone al centro la forza del lavoro d’ensemble. Con Tito Andronico, Sacco trasforma Shakespeare in una riflessione sulla normalizzazione della violenza, interrogando una società incapace di ascoltare il grido delle vittime. Un teatro necessario e dirompente.
CREDITI
FRANCESCO MONTANARI
MARIANELLA BARGILLI
DAVIDE SACCO
TITO ANDRONICO
(Why don’t you stop the show?)
PRIMA NAZIONALE
9-10 LUGLIO 21.30
TEATRO ROMANO
da William Shakespeare
adattamento e regia Davide Sacco
con Francesco Montanari, Marianella Bargilli
e con Guglielmo Poggi, Ivan Olivieri, Beatrice Coppolino, Claudia Grass, Jacopo Riccardi, Giuliano Bruzzese, Filippo Rusconi, Enrico Spelta, Matilde Pettazzoni
scene Fabiana Di Marco
costumi Alessandra Benaduceluci Luigi Della Monaca
musiche originali Davide Cavuti
produzione Compagnia Moliere, Teatro Quirino
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